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Come racconto Loano, il luogo dove vivo, ai Clienti
Immaginate di essere a tavola e
che di fronte a Voi sia seduto un nonno con un bimbo in braccio,
più precisamente sulla gamba destra.
Il nonno ha le braccia ben larghe, come un
pescatore che esageri le dimensioni della sua preda, le mani appoggiate
sul bordo del tavolo da cui è seduto un po' discosto.
Lo vedi? Bene. Quello è il mio mondo, fin da quando ero piccino.
Il tavolo è il mare (se hai pensato ad
una tavola apparecchiata tocca modificare l'immagine, altrimenti basta
aggiungere un po' di blu, come la bandiera che da anni meritiamo)
La mano destra si chiama Capo Santo Spirito (da
un antico ospitale, all'epoca dell' istituzione a Comune principale
riferimento degno di menzione in quel luogo). In quel punto la strada,
l'Aurelia, è a strapiombo sul mare, non c'è spazio per il
marciapiede così la pedonale - relativamente recente - è
a mensola. .
La mano sinistra si chiama Capra Zoppa,
probabilmente così denominata per l'impraticabilità del
ripido declivio, e si passa oltre tramite una galleria nella quale
sono costretti pure i pedoni, posta alla fine di un rettilineo sul mare
che, quando agitato, raggiunge la strada coi suoi spruzzi (questo
tratto non segue il tracciato dell'Aurelia Romana e, senza robusti muri
in cemento armato, sarebbe già stato spazzato via).
Tra capo Santo Spirito e la Capra Zoppa è
tutto un piano che si innalza in alcuni punti più prossimi al
mare in altri meno.

Se mai Capo Santo Spirito o la galleria della
Capra Zoppa fossero impraticabili rimarremmo in trappola (vi
sono alternative, naturalmente, però, per avere un idea, prima
che vi fosse l'autostrada e per chi, ancor oggi, ha un mezzo che
non vi possa accedere, si tratta di un oretta di strada per un tratto
normalmente percorribile in meno di un minuto).
Capo Santo Spirito e la Capra Zoppa distano
(in linea d'aria, nel nostro caso in linea d'acqua) circa 10 km che
aumentano sulla terraferma in quanto questa rientra formando un
arco (definito anche "un golfo nel golfo", il maggiore riferito
all'intera Liguria ) ove trovano spazio 4 distinti comuni. La divisione
è tale per motivi storici ed amministrativi, mentre chi li
attraversa sull'Aurelia, in assenza di segnaletica o in presenza di
motivi di distrazione per cui si tralasci la lettura della stessa,
farebbe abbastanza fatica a stabilire dove finisce l'uno e dove inizia
l'altro.
Abbiamo parlato delle mani e di quel che ci sta in mezzo, ora parliamo del nonno e del bimbo.
La vetta di Monte Carmo, la testa del
nonno, è quasi 1400 metri eppure dista, in linea d'aria solo 8
km dal mare (uno scherzo del primo aprile fu la falsa notizia del
blocco dei lavori della funivia per l'indecisione tra campata
unica e diverse campate - traendo spunto dal Monte Bignone, pure nella
Liguria di ponente, che a Suo tempo vantò quella più
lunga d'Europa).
Il monte Ravinet, la testa del bimbo, (vedremo
il perché un nome francese) è, fra le montagne italiane
con più di 1000 metri, quella più vicina al mare.
Addirittura il complesso del Carmo fa da
spartiacque fra il mare e la pianura Padana. E' un esempio che porto
quando parlo dell'importanza delle scelte: se una goccia cade di qua
della croce che svetta sul Carmo e ci allieta brillando quando il sole
è sul mare (essendo ottagonale vi sono più occasioni in
cui la luce si riflette opportunamente) in men che non si dica arriva
al mare. Se invece cade al di là della croce dopo centinaia di
chilometri andrà a finire nientedimeno che nell'Adriatico!
Tali caratteristiche geomorfologiche fanno
sì che questo anfiteatro sia protetto dai venti e dal freddo che
arriva da nord, tanto da parlare di micro-clima; quando iniziai
la professione di agente immobiliare i clienti venivano col
certificato medico che prescriveva loro il soggiorno "a Loano o ad
Ospedaletti".